Live Show

Subsonica live

Cagliari

31/12/2018

Artista: Subsonica

Venue: Outdoor - Piazza Yenne

Prodotti usati

"Un PA che ha i requisiti fondamentali per un buon impianto audio: potente, molto definito e altrettanto fermo sulle basse frequenze"
Marco Cipo Calliari [FOH Engineer Subsonica]

Descrizione

Il line array full-scale VIO L212 e il suo subwoofer VIO S218 scelti come main PA per il live outdoor a Cagliari davanti a 15000 persone.

I torinesi Subsonica sono conosciuti come la band più rappresentativa del rock elettronico italiano: oltre che pioniera, la band è celebre per aver contribuito allo sviluppo e alla crescita del genere all’interno del panorama italiano attuale e per la inesauribile vena artistica in grado di dare vita oggi a molti album e concept di successo.

Nella sera del 31 dicembre le grandi piazze del centro storico si sono riempite di persone ed è proprio su questo sfondo che una configurazione di:
24 VIO L212 + 18 VIO S218 + 4 VIO L208 (front fill) a cura di Big Talu Music Service ha raggiunto anche gli angoli più remoti della grande Piazza Yenne e del Largo che si snoda adiacente a essa.
La particolare conformazione della venue e dello spazio acustico ha determinato una particolare attenzione e cura nello sviluppo del progetto, del quale sono stati considerati e divulgati tutti i dettagli tecnici dai professionisti incaricati per l’evento.

Marco Cipo Calliari, storico FOH engineer di SUBSONICA ha parlato delle sue impressioni sulla performance acustica del sistema,
“Il VIO che ho utilizzato a Cagliari è un impianto che non lascia spazio a nostalgie. Posso affermare con serenità che può essere collocato tranquillamente nella fascia dei marchi più blasonati. VIO L212 è potente, molto definito e altrettanto fermo sulla bassa, tutte caratteristiche fondamentali di un buon impianto audio. Inoltre, la venue non era sicuramente ottimale: un viale alberato in forte discesa con il palco in cima e nonostante ciò, mi ha subito colpito l’estrema definizione delle teste, molto calibrata mai fastidiosa e resistente sulla distanza…davvero esemplare! Ero molto preoccupato per il rientro dei sub sul palco dato che non erano in configurazione cardioide, ma devo dire che, a prove fatte, il palco è risultato particolarmente pulito. La distribuzione del suono altrettanto impeccabile. Insomma ne sono rimasto pienamente soddisfatto, così come la piazza, a giudicare dalla risposta del pubblico!
Ritengo, infine, che ogni impianto di livello possieda caratteristiche di eccellenza, ma occorre certamente saperle gestire: il lavoro fatto da Riccardo Parravicini e Alessandro Nesi non ha lasciato dubbi irrisolti”.

A sua volta, Riccardo Parravicini ha raccontato la sua esperienza per quanto concerne la progettazione della configurazione e di tutti gli altri dettagli relativi al PA in rapporto alla conformazione della venue, non di meno, il monitoraggio del sistema durante l’evento; ecco le sue considerazioni:
“Abbiamo usato 12 top VIO L212 per lato + 18 Sub S218 in configurazione arc array.
Eravamo all’ imbocco di un corso circondato da palazzi, quindi si è scelto di aprire l’arco elettronico dei sub di 50 gradi. Il punto di appendimento del PA era obbligato per questioni di sicurezza e non ha permesso di salire molto con i top. Nonostante ciò, ho deciso di utilizzare 12 top per lato per mantenere una maggiore direttività delle frequenze medio basse e poter arrivare il più lontano possibile, preservando l’omogeneità.
L’ audience era in discesa costante rispetto al palco, quindi il puntamento è stato valutato con attenzione in fase di predizione, considerando ovviamente che ci sarebbe stato molto pubblico anche a 80-100 metri di distanza. Come front fill avevamo quattro VIO L208 che sono stati distribuiti sui sub in modo da coprire i primissimi metri.
Tutto il sistema è stato controllato e monitorato tramite Aurora Net: la gestione precisa di un impianto attivo come la serie VIO ha permesso dopo un primo ascolto di correggere facilmente l’attenuazione delle alte frequenze dovute alla distanza delle casse più in alto dell’array. A livello di eq non ci sono state grandi correzioni da fare: un piccolo shelving generale di +1 db da 10khz in su e un piccolo buco di 2 db a campana abbastanza stretta attorno ai 200hz.
Devo dire che il risultato ottenuto mi ha soddisfatto molto e ho trovato il mix di Cipo (n.d.r. Marco Cipo Calliari) subito centrato e incisivo”.